domenica 26 febbraio 2012

Cose da non dimenticare

- La prima volta che sono andata a prendere mio nipote SuperFagiolo all'asilo nido e al citofono mi sono presentata istituzionalmente non come mamma di, ma come nonna di.
- La prima volta che SuperFagiolo è arrivato camminando, per mano alla maestra, nel grande corridoio dell'asilo, e da lontano non mi sembrava lui.
Così, nel caso mi venisse l'Alzheimer.

sabato 25 febbraio 2012

Topolino

"Pino, néni..." e intanto il piccoletto invita con la manina ad avvicinarsi a lui. L'oggetto dell'attenzione di SuperFagiolo è un morbido pupazzo di Topolino, dimensioni bambolotto, seduto per terra a un metro da lui, con due batterie nella schiena e zampe ai microchip che gli consentono di dire alcune cosette. Non delle cosette a caso: Topolino detto Pino pronuncia frasi brevi con paroline magiche che colpiscono sempre nel segno.
Chiede: "Hai dormito bene?" e, fosse anche la decima volta nel giro di un minuto, SuperFagiolo annuisce e dice .
Esclama: "Come è bello dormire abbracciati!", e SuperFagiolo lo abbraccia teneramente. Dichiara: "Sono un pò stanco. Facciamo la nanna?" e SuperFagiolo si sdraia per terra russando in modo ostentato.
Eh sì, quei furbastri della Walt Disney ci sanno proprio fare.

giovedì 23 febbraio 2012

Attesa

Alcune persone di una certa età, sedute alle mie spalle in un ambulatorio medico, si scambiano opinioni sulle loro aspettative di vita e di morte. Non le vedo in faccia, né loro vedono me, così posso sorridere spontaneamente ad alcune affermazioni del tipo:
- Tutte le sere, nel letto, mi dico: potessi morire nel sonno...
- Ah, sì! Per esempio, Scalfaro: ha fatto una bella vita e una bella morte...
- Ma basta, non parliamo più di morte. Anche se bisogna parlarne, neh, anche lei fa parte della vita...
Poi però una frase mi spegne il sorriso:
- Io, quando guardo i miei nipotini piccoli, provo pena per loro. Cosa sono venuti a fare a questo mondo? Tanto si sta al mondo solo per soffrire.
Mi si gela il sangue. Quella donna è già morta. Quando guardo SuperFagiolo, io provo gioia per il suo entusiasmo. Provo curiosità per il suo futuro tutto da realizzare. Provo fiducia nelle potenzialità della sua generazione, che magari farà meglio di noi in questo mondo. Uscendo dall'ambulatorio, nella luce di una splendida giornata di tardo inverno, mi trovo a canticchiare mentalmente una canzone e poi a pensare con tristezza a quella povera donna a cui né il sole, né la musica, fanno sentire la bellezza della vita.