A passeggio con la carrozzina, nelle ore migliori del pomeriggio. Sull'altro lato della strada un uomo mi guarda, si blocca, attraversa veloce e si mette di fianco a noi. Poi guarda nella carrozzina.
- Ah, è SuperFagiolo. Ho visto la capottina arancione ma non ero sicuro che fosse lui.
- Ehm.., lei lo conosce?
- Certo, è mio nipote.
- Ah! E lei è parente... come?
- Io sono il nonno.
- Ah!!! Dunque lei è il papà di NewPapà!!! Piacere, finalmente ci conosciamo, sono la mamma di Mammotta, ecco, è proprio vero che il bambino assomiglia a lei, oh come sono contenta di averla incontrata...
E ancora quattro frasi di circostanza imbarazzate e euforiche, poi ci salutiamo e ripartiamo ognuno per la sua strada. SuperFagiolo, dico io furibonda, mannaggia a quella zuccona di tua madre: lei e la sua fantomatica presentazione tra nonni dietro il vetro della nursery. In ospedale non ci siamo incontrati manco una volta, e ora, guarda in che situazione mi va a mettere: fra un pò tratto il mio consuocero come un molestatore...
lunedì 11 ottobre 2010
domenica 10 ottobre 2010
Tutti a casa
Mammotta e NewPapà abitano in cima a un vicolo molto ripido della città vecchia. Il loro nido, un bilocale in stile bohémien che si sviluppa su due piani, è pieno di colori e di foto che testimoniano la storia d'amore dei due. L'appartamento è stato predisposto alla venuta di SuperFagiolo con un misto di razionalità Ikea e incoscienza giovanile. Quando Mammotta e il piccolo sono arrivati dall'ospedale, la casa ospitava come meglio poteva anche cinque mazzi di fiori infilati nei contenitori più disparati (l'unico vero vaso era quello portato via inavvertitamente dal reparto maternità), sette piante di orchidee bianche, una pianta di ortensia azzurra, nove paia di scarpine da tennis numero dal dodici al quattordici, cinque paia di jeans taglia tre mesi e una quantità non contabilizzabile di altri regali. Più, naturalmente, le due gatte di famiglia. Per SuperFagiolo è stato come trovarsi di nuovo nell'utero materno: piccolo, caldo, accogliente. Per NonnaBree il rude impatto con il proprio ruolo da anziana è stato quando, con il neonato in braccio (com'è che si tengono i bambini, che non mi ricordo più?), ha sceso per la prima volta la scala di legno che collega i due piani. Panicata come se attraversasse un ponte di liane con sotto i coccodrilli. E per di più, al piano di sotto nell'occasione c'era la mitica ostetrica Maga Magò, in visita di controllo, che di sicuro valutava con occhio clinico le mie abilità nonnesche. Ma se mi fossi tirata indietro, cosa avrebbe pensato di me? Lei avrà capito al volo che non tenevo in braccio un neonato da una vita. Però ce l'ho fatta, da nonna di carattere. E SuperFagiolo gentilmente non ha pianto neanche un pò.
giovedì 7 ottobre 2010
Lieto inizio
Ma sì che è nato! Dopo qualche falsa avvisaglia, con Mammotta che ormai non prendeva sul serio neanche le contrazioni più ravvicinate, in una notte tiepida di qualche tempo fa (sono in ritardo, lo so, ma ho avuto da fare) SuperFagiolo ha deciso che era ora di guardare fuori. E' nato sano, con mani grandi e unghie minuscole e capelli lunghi e fini. NewPapà, che ha assistito pieno di emozione ma onorevolmente al parto, lo ha immortalato in una foto pochi attimi dopo la sua prima apparizione: l'espressione inferocita di SuperFagiolo testimonia ai posteri quanto sia gradito il lampo del flash come primo impatto sensoriale, e non ci sarà bisogno di indagare tanto, in futuro, per sapere qualcosa dei lontani traumi di quella creatura. Io al momento della nascita non ero in ospedale. Già da tempo Mammotta mi aveva graziosamente informato che la mia presenza le avrebbe messo ansia. Così sono stata compunta a frullarmi nel letto fino a che non è arrivata l'abilitazione all'accesso. Albeggiava quando Nonno Ado ed io siamo entrati in Maternità, dove ho scoperto che: a) le infermiere mi giudicavano una stronza perché arrivavo solo allora; b) Nonna Cala, LEI, era stata lì tutto il tempo e aveva già tenuto in braccio il nipote. Ma ti pare che quelli siano momenti per polemizzare? Nella stanza in penombra ho trovato una Mammotta adulta, fiera e felice e ho conosciuto quella minuscola personcina nuova dagli occhi cerulei. Ciao, sono io: dunque tu sei tu? Piangeva, ma ha smesso subito sentendo l'odore della sua mamma e si è riaddormentato al suo fianco. Lei lo covava con gli occhioni dolci, come Peggy, la dalmata della carica dei centouno.
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