Dice una mia amica, insegnante di scuola materna, che ogni anno, quando arriva da loro il solito volenteroso vestito da Babbo Natale per la distribuzione dei regalini agli alunni, c'è sempre un bambino che si mette a piangere. Babbo Natale non piace proprio a tutti, perché ha troppa barba, troppo cappello, troppa pancia e a volte anche una voce troppo grossa, magari alterata intenzionalmente per non farsi riconoscere.
Anche a casa di SuperFagiolo è arrivato Babbo Natale - suo papà mascherato - e il piccolo ha fatto come quel bambino della statistica scolastica: non ha apprezzato granché. Per fortuna era in braccio a suo zio, che lo ha rassicurato, ma mentre Babbo Natale lo sollevava per la foto ricordo è stato immortalato con una espressione di paura molto vicina al pianto.
Passato il brutto momento, si è trovato a scartare un fantastiliardo di regali che non sapeva più da che parte voltarsi. O meglio, lo sapeva: lo ha subito conquistato un cavallino di plastica lungo dieci centimetri con cui si è messo a giocare ignorando tutto il resto.
martedì 27 dicembre 2011
lunedì 5 dicembre 2011
L'elefante e il tittà
Tra i prodigi di YouTube c'è anche quello di offrire un assortimento infinito di canzoncine animate per bambini, in tutte le lingue. Da nonna moderna ho puntato sull'inglese (Super Simple Learning, indicato per bambini dai quattro anni in su - ma SuperFagiolo è avanti...)e ho mostrato al baby, seduto sulle mie ginocchia davanti allo schermo del computer, un delizioso cartone animato che ha per soggetto un orologio a pendola, una serie di animaletti e lo scandire delle ore. Faccio una parentesi per dire che mi piace un sacco tenere il bimbo in braccio in quella posizione: sta fermo ma è rilassato, e i suoi riccioli morbidi sono proprio ad altezza baci, così come quel posto incantevole che è l'incavo caldo del suo collino. Dunque, il video è partito e con lui una canzoncina ritmata che imitava il rumore del tittà. Un serpentello saliva sulla pendola e scoccava l'una; lui scendeva ed arrivava uno scoiattolo, ed era la volta delle due, e così via, con animaletti sempre più grandi all'avanzare delle ore. Quando alle sei si è presentato un elefante la voce di fondo ha commentato con un "Ohu, nou" molto british e Superfagiolo si è irrigidito. La bestia è salita a fatica sulla pendola schiacciandola sempre di più sotto il suo peso e quando è arrivata al culmine l'orologio è esploso in mille pezzi. SuperFagiolo anche: è immediatamente esploso in un moto di rabbia e un pianto disperato che è stato difficile calmare. Lasciato il computer per i giochi tradizionali, ha trascorso le due ore successive a ripetere ossessivamente: pante-tittà-pumm(qui, saltello a braccia larghe)-rotto. Ho avvertito Mammotta: suo figlio era stato vittima di un trauma dalla portata imprevedibile. Il mantra si è ripetuto a casa loro, fino al momento di dormire. A distanza di settimane si ripete ogni volta che c'è in ballo un elefante. Ci vorrà una psicoterapia?
venerdì 2 dicembre 2011
In visita
Abbiamo portato SuperFagiolo in visita da una coppia di amici che in questi giorni ospita la nipotina più o meno coetanea del nostro piccolo. Tra i due bimbi non c'è stato nessun colpo di fulmine. Spaesato il maschietto che si trovava in un ambiente sconosciuto. Timida lei che si vedeva intorno troppi estranei. Comunque SuperFagiolo si è molto interessato ai tanti giochi, tutti nuovi per lui. Ovviamente la bimba non era molto d'accordo nel far usare le sue cose da quell'intruso, e interveniva calma e spietata a togliergli tutto di mano. SuperFagiolo era molto frustrato, però si è comportato con grande dignità. Tornati a casa, come prima cosa si è diretto verso la cesta dei suoi giochi, ha preso il primo che gli è capitato a tiro e stringendolo al petto con un misto di rabbia e soddisfazione ha esclamato: "Emmio!".
giovedì 3 novembre 2011
In gita
Il DNA di SuperFagiolo è senza dubbio quello di un maschio. Già a sette mesi era incuriosito dal rumore delle auto e delle moto e crescendo ha manifestato un'attrazione sempre più marcata per tutti i mezzi di trasporto. Quando arriva dal Nido con NonnoAdo, gode, appena in garage, nel sedersi in braccio a lui al posto di guida: da lì aziona tutti i comandi che riesce a raggiungere con quelle manine avide e intanto strombazza alla grande. Capita, quando si va a riprendere l'auto, di vedere i tergicristalli che si mettono a vorticare non appena girate le chiavi nel cruscotto, mentre di botto la radio canta a palla.La sua passione include ormai anche trattori, camion e pullman. C'è una foto che lo ritrae seduto su un trattore da duecentomila euro, in gita domenicale presso un lontano parente agricoltore. Ha l'aria navigata di chi sta scrutando l'andamento dei campi nella nuova stagione. La gita più recente, invece, l'ha visto viaggiare su un bellissimo pullman di città: linea 4, partenza dalla fermata vicino a casa dei nonni Bree e Ado. E' stato un bel viaggio. In particolare SuperFagiolo ha apprezzato il nuovo punto di osservazione - alto! - di auto e camion che passavano sulla via. Poi ha visto un parco giochi sconosciuto, ben attrezzato e libero da bambini, e ha manifestato la volontà di chiudere lì la gita. Siccome è un bimbo malleabile non è stato troppo difficile convincerlo a proseguire: dovevamo arrivare fino al capolinea per poi fare ritorno al punto di partenza. Per fortuna il ritorno era per una via diversa, senza parchi giochi che chiamavano dal finestrino. In tutto la gita è durata una decina di minuti - ma che storia, ragazzi!
martedì 20 settembre 2011
Buon appetito
SuperFagiolo è sempre stato un bambino d'appetito. A detta della mamma, lo era anche quando stava ancora nella sua pancia: le sembrava che a intervalli ravvicinati lui strattonasse il cordone ombelicale chiedendo "Si mangia???". Ovviamente ora SuperFagiolo è paffuto come un angioletto barocco. Giorni fa, stava pranzando sul suo seggiolone quando NonnoAdo gli si è parato davanti con un naso da clown sul viso - la classica pallina rossa. Io mi sono messa a ridere per la simpatica novità. SuperFagiolo ha guardato l'uno e l'altra, ci ha rivolto un sorriso garbato e poi, abbassando gli occhi sul piattino ancora pieno, ha detto con fermezza: "Pappa". Facciamo i seri, ragazzi, ora si mangia.
domenica 10 luglio 2011
Una casa da grandi
Ora che sono una famiglia ufficiale, Mammotta e NewPapà hanno deciso di mettere su una casa vera. Basta con il bilocale bohémien in cima al vicolo (vicolo gelato in inverno e scivoloso con ogni pioggia, comunque inarrivabile con il passeggino per gli scalini da fare - ma vah?!); basta alla bella scala interna dove il cucciolo di casa rischiava l'osso del collo enne volte al giorno; basta alla compressione dello spazio come in un buco nero dell'universo prossimo all'implosione.
Così, in quattro e quattr'otto, i due hanno trovato un appartamento più tradizionale, adatto a una famiglia con bambini (sì, al plurale: "Vedi, c'è posto anche per un altro lettino!" - glob) e in pochi giorni hanno spostato baracca e burattini.
Il trasloco è stato il solito massacro di tutti i traslochi. Mammotta ha dichiarato di avere faticato meno a partorire. Ma la nuova casa è in posizione strategica per lavoro, nonni e nido, è piena di luce (naturale) e di colori (messi da loro), è arredata in modo funzionale (Ikea, of course).
SuperFagiolo scorribanda esaltato nel lungo corridoio, si rinchiude le dita in tutte le porte di quelle stanze nuove, e poi dorme esausto non più nella stanza dei genitori, ma (udite, udite) nella sua cameretta, anche questa allegra e colorata. E vai!
Così, in quattro e quattr'otto, i due hanno trovato un appartamento più tradizionale, adatto a una famiglia con bambini (sì, al plurale: "Vedi, c'è posto anche per un altro lettino!" - glob) e in pochi giorni hanno spostato baracca e burattini.
Il trasloco è stato il solito massacro di tutti i traslochi. Mammotta ha dichiarato di avere faticato meno a partorire. Ma la nuova casa è in posizione strategica per lavoro, nonni e nido, è piena di luce (naturale) e di colori (messi da loro), è arredata in modo funzionale (Ikea, of course).
SuperFagiolo scorribanda esaltato nel lungo corridoio, si rinchiude le dita in tutte le porte di quelle stanze nuove, e poi dorme esausto non più nella stanza dei genitori, ma (udite, udite) nella sua cameretta, anche questa allegra e colorata. E vai!
sabato 9 luglio 2011
Confronti
Da quando c'è SuperFagiolo, guardo con tenerezza tutti i bambini che mi capita di incontrare. Cerco di indovinarne l'età, ne valuto lo stadio di evoluzione, mi appassiono per il saltello goffo di uno o per l'occhiata furba di un altro, conto i mesi di distanza tra due fratellini piccolissimi, ipotizzando un simile evento anche nella nostra famiglia (aiuto!).
Credo che succeda a tutti i nonni. Di sicuro a quelli del clan a cui appartengo, una congrega di schizofrenici che si barcamenano tra il rincoglionimento per i nipoti e il desiderio di godersi gli ultimi anni buoni.
Tra di loro, questi nonni si pongono periodicamente la stessa domanda retorica: ma noi, quando eravamo giovani, come abbiamo fatto? Che sottintende sempre la stessa risposta: ci siamo tirati le balle.
Dopo di che, eccoli tutti a compatire i giovani genitori per la durezza della vita lavorativa di oggi, e poi giù a sperticarsi nel decantare le mille meraviglie dei loro speciali nipoti. Chi non si dilunga tanto, come mi sforzo di fare io, è semplicemente uno snob che non vuole cadere nei luoghi comuni. Tanto, in cuor suo, è davvero convinto che suo nipote sia meglio degli altri, ed è solo per delicatezza che non gli fa troppa pubblicità ;-)
Credo che succeda a tutti i nonni. Di sicuro a quelli del clan a cui appartengo, una congrega di schizofrenici che si barcamenano tra il rincoglionimento per i nipoti e il desiderio di godersi gli ultimi anni buoni.
Tra di loro, questi nonni si pongono periodicamente la stessa domanda retorica: ma noi, quando eravamo giovani, come abbiamo fatto? Che sottintende sempre la stessa risposta: ci siamo tirati le balle.
Dopo di che, eccoli tutti a compatire i giovani genitori per la durezza della vita lavorativa di oggi, e poi giù a sperticarsi nel decantare le mille meraviglie dei loro speciali nipoti. Chi non si dilunga tanto, come mi sforzo di fare io, è semplicemente uno snob che non vuole cadere nei luoghi comuni. Tanto, in cuor suo, è davvero convinto che suo nipote sia meglio degli altri, ed è solo per delicatezza che non gli fa troppa pubblicità ;-)
giovedì 30 giugno 2011
Leggi di natura
SuperFagiolo cresce come una pianta di zucca. Per chi non fosse pratico, le piante di zucca si allungano, si arrampicano e proliferano ad una velocità impressionante.
Così lui. Poco tempo fa era un lattante poco consapevole del mondo in cui viveva, poi da un certo punto in avanti ha percorso di gran carriera le tappe dell'evoluzione della specie: homo erectus ma statico, homo molto dinamico con movimento scimmiesco a quattro zampe, e infine homo erectus molto molto dinamico, capace di camminare e salire e scendere a propria volontà.
L'evoluzione del linguaggio è ancora scarsa ma c'è tutto quello che conta davvero: la pappa, prima di tutto, e gli affetti più cari (che poi sono quelli che gli garantiscono la sopravvivenza).
Denti non molti, solo quattro per ora, ma sufficienti per una dieta onnivora. E poi c'è la capacità di comunicare in senso lato, il gusto del gioco, la memoria di cose ed eventi, la perspicacia, insomma tutto quello che attiene all'evoluzione mentale: e lì, SuperFagiolo cresce a vista d'occhio proprio come una pianta di zucca, con evoluzioni significative da un giorno all'altro, e cresce, e si arricchisce... e la forza della sua energia vitale è un miracolo che incanta, che ti farebbe venire voglia di metterti a guardarlo tutto il giorno, come per vedere la pianta della zucca che schiude foglie nuove.
Così lui. Poco tempo fa era un lattante poco consapevole del mondo in cui viveva, poi da un certo punto in avanti ha percorso di gran carriera le tappe dell'evoluzione della specie: homo erectus ma statico, homo molto dinamico con movimento scimmiesco a quattro zampe, e infine homo erectus molto molto dinamico, capace di camminare e salire e scendere a propria volontà.
L'evoluzione del linguaggio è ancora scarsa ma c'è tutto quello che conta davvero: la pappa, prima di tutto, e gli affetti più cari (che poi sono quelli che gli garantiscono la sopravvivenza).
Denti non molti, solo quattro per ora, ma sufficienti per una dieta onnivora. E poi c'è la capacità di comunicare in senso lato, il gusto del gioco, la memoria di cose ed eventi, la perspicacia, insomma tutto quello che attiene all'evoluzione mentale: e lì, SuperFagiolo cresce a vista d'occhio proprio come una pianta di zucca, con evoluzioni significative da un giorno all'altro, e cresce, e si arricchisce... e la forza della sua energia vitale è un miracolo che incanta, che ti farebbe venire voglia di metterti a guardarlo tutto il giorno, come per vedere la pianta della zucca che schiude foglie nuove.
martedì 21 giugno 2011
Battimonio
Quei bricconi di Mammotta e NewPapà! Sabato eravamo tutti in chiesa per il battesimo di SuperFagiolo. Lui, il festeggiato, aveva l'aria un pò stranita e succhiava nervosamente il ciuccio. Noi, parenti e amici, eravamo disseminati tra i banchi, tutti compunti.
La cerimonia si è svolta in modo sereno, condotta da un sacerdote affabile e sorridente: e SuperFagiolo sempre che succhiava il ciuccio.
Poi, concluso il rito, ecco il colpo di scena: il sacerdote annuncia che si celebrerà anche il matrimonio di Mammotta e NewPapà - e giù tutti e tre, celebrante e sposi, a ridere lì sull'altare!
Così quei bricconi ci hanno fregato tutti: come avevano sempre detto di voler fare, si sono sposati esattamente a modo loro, senza fronzoli né vincoli sociali. Che sorpresa! E che dire, a trovarsi così, all'improvviso, nel ruolo di mamma della sposa? Ma che bello vedere i due ragazzi così felici!
E SuperFagiolo? Nelle foto fatte all'uscita dalla chiesa, con coriandoli e riso che volano, ha gli occhi sempre più sgranati e succhia sempre il fidato ciuccio.
W il Battimonio!
La cerimonia si è svolta in modo sereno, condotta da un sacerdote affabile e sorridente: e SuperFagiolo sempre che succhiava il ciuccio.
Poi, concluso il rito, ecco il colpo di scena: il sacerdote annuncia che si celebrerà anche il matrimonio di Mammotta e NewPapà - e giù tutti e tre, celebrante e sposi, a ridere lì sull'altare!
Così quei bricconi ci hanno fregato tutti: come avevano sempre detto di voler fare, si sono sposati esattamente a modo loro, senza fronzoli né vincoli sociali. Che sorpresa! E che dire, a trovarsi così, all'improvviso, nel ruolo di mamma della sposa? Ma che bello vedere i due ragazzi così felici!
E SuperFagiolo? Nelle foto fatte all'uscita dalla chiesa, con coriandoli e riso che volano, ha gli occhi sempre più sgranati e succhia sempre il fidato ciuccio.
W il Battimonio!
lunedì 6 giugno 2011
Viva la primavera
Ma dove cavolo era finita NonnaBree? NonnaBree è una lazzarona: anziché fare la sua parte in famiglia, ha passato i mesi invernali in un'isola esotica dal clima mite. Alla faccia di tutti i sensi di colpa, con una imprevedibile botta di vita a un tratto ha deciso insieme al suo degno compare di assentarsi qualche mesetto per andare a scaldarsi le ossa in un posto ameno. Eh, bisogna pensare alla salute. Ma ora l'inverno è finito: ecco che Nonna Bree è tornata, trulla trulla, alla tradizionale vita di provincia. Riposata, abbronzata il giusto, con ritmi esotici nella testa. Lo so, non ci sono più le nonne di una volta.
SuperFagiolo si è ricordato in fretta di lei, ma soprattutto di Nonno Ado, per il quale sta sviluppando una simpatia speciale. I due nonni vagabondi sono tornati anche perché la primavera è periodo di festeggiamenti familiari, soprattutto compleanni: il calendario è tutto una sfilza di date evidenziate affiancate da nomi in rosso. E in più, a sopresa, quest'anno la bella stagione porta una festa nuova: il battesimo di SuperFagiolo! Un evento non scontato, visto l'approccio più che cauto di Mammotta e di New Papà ai dettami della Chiesa cattolica. Tanto è vero che il loro splendido piccolo è frutto del peccato, in quanto nato da genitori non sposati... La data è ormai prossima, tutti preghiamo (come possiamo) perché il tempo tenga e possano partecipare anche i parenti lontani.
SuperFagiolo si è ricordato in fretta di lei, ma soprattutto di Nonno Ado, per il quale sta sviluppando una simpatia speciale. I due nonni vagabondi sono tornati anche perché la primavera è periodo di festeggiamenti familiari, soprattutto compleanni: il calendario è tutto una sfilza di date evidenziate affiancate da nomi in rosso. E in più, a sopresa, quest'anno la bella stagione porta una festa nuova: il battesimo di SuperFagiolo! Un evento non scontato, visto l'approccio più che cauto di Mammotta e di New Papà ai dettami della Chiesa cattolica. Tanto è vero che il loro splendido piccolo è frutto del peccato, in quanto nato da genitori non sposati... La data è ormai prossima, tutti preghiamo (come possiamo) perché il tempo tenga e possano partecipare anche i parenti lontani.
mercoledì 6 aprile 2011
Tecnologia per l'infanzia
Anche nel mercato per l'infanzia la tecnologia ha fatto passi da gigante. Così oggi i nonni devono essere davvero smart per potersi districare tra chiusure di passeggini, installazione di ovetti, scaldabiberon a cartuccia, forni a microonde, sterilizzatori di ciucci al laser, inceneritori di pannolini e via dicendo.
E' anche tassativo non mostrarsi troppo smarriti di fronte alle tante novità, pena il calo repentino della fiducia da parte dei neo genitori che ti affidano il prezioso bebé. Il rischio però è di fare troppo gli spavaldi e poi piombare in emergenze assurde perché sconfitti dalla tecnologia.
Personalmente mi sono trovata in una di queste emergenze - insieme a Nonno Ado - proprio in uno dei momenti più delicati nella gestione di un neonato: quello della poppata. Fuori casa, in montagna, si trattava di scaldare un biberon pieno di acqua utilizzando appunto una di queste nuove diavolerie, lo scaldabiberon a cartuccia.
Mammotta ci aveva lasciati con due istruzioni sommarie: inserisci la cartuccia nella base del biberon, giri e fai lo scatto; da quel momento inizia a riscaldare. Va beh, cosa ci vorrà mai, ho pensato io...
Al momento della poppata SuperFagiolo era agitato assai: forse non si fidava tanto di questi nonni alle prime armi, e voleva ricordare per tempo che lui aveva tassativamente bisogno di cibo.
Inserisco la cartuccia, giro. Niente scatto. E l'acqua non si scalda manco un pò. Ripeto l'operazione. L'acqua inzia a uscire dal fondo del biberon, colando sul prato. L'acqua sterile, dosata al millilitro, che doveva nutrire la santa creatura stava andando irreparabilmente persa. Come avevo fatto a finire in quella tragedia? Non ero neanche più in grado di garantire il nutrimento a un bambino? Lo sgomento ci ha preso tutti. SuperFagiolo, che se lo poteva permettere, l'ha manifestato con un pianto disperato e potente. Noi, da bravi adulti, abbiamo mantenuto il sangue freddo: mentre Nonno Ado cullava il piccolo nelle sue braccia rassicuranti (ma con una faccia molto, molto tesa) io con un altro biberon andavo in caccia di nuova acqua sterile e di un sistema più tradizionale di riscaldamento: il bar, ecco la soluzione!
Quando sono tornata (di corsa), fiera di me e della mia capacità di risolvere i problemi, SuperFagiolo era ancora più rosso, NonnoAdo ancora più pallido. Ma poi tutti si sono rilassati, e nel bosco sono tornati a cinguettare gli uccellini.
E' anche tassativo non mostrarsi troppo smarriti di fronte alle tante novità, pena il calo repentino della fiducia da parte dei neo genitori che ti affidano il prezioso bebé. Il rischio però è di fare troppo gli spavaldi e poi piombare in emergenze assurde perché sconfitti dalla tecnologia.
Personalmente mi sono trovata in una di queste emergenze - insieme a Nonno Ado - proprio in uno dei momenti più delicati nella gestione di un neonato: quello della poppata. Fuori casa, in montagna, si trattava di scaldare un biberon pieno di acqua utilizzando appunto una di queste nuove diavolerie, lo scaldabiberon a cartuccia.
Mammotta ci aveva lasciati con due istruzioni sommarie: inserisci la cartuccia nella base del biberon, giri e fai lo scatto; da quel momento inizia a riscaldare. Va beh, cosa ci vorrà mai, ho pensato io...
Al momento della poppata SuperFagiolo era agitato assai: forse non si fidava tanto di questi nonni alle prime armi, e voleva ricordare per tempo che lui aveva tassativamente bisogno di cibo.
Inserisco la cartuccia, giro. Niente scatto. E l'acqua non si scalda manco un pò. Ripeto l'operazione. L'acqua inzia a uscire dal fondo del biberon, colando sul prato. L'acqua sterile, dosata al millilitro, che doveva nutrire la santa creatura stava andando irreparabilmente persa. Come avevo fatto a finire in quella tragedia? Non ero neanche più in grado di garantire il nutrimento a un bambino? Lo sgomento ci ha preso tutti. SuperFagiolo, che se lo poteva permettere, l'ha manifestato con un pianto disperato e potente. Noi, da bravi adulti, abbiamo mantenuto il sangue freddo: mentre Nonno Ado cullava il piccolo nelle sue braccia rassicuranti (ma con una faccia molto, molto tesa) io con un altro biberon andavo in caccia di nuova acqua sterile e di un sistema più tradizionale di riscaldamento: il bar, ecco la soluzione!
Quando sono tornata (di corsa), fiera di me e della mia capacità di risolvere i problemi, SuperFagiolo era ancora più rosso, NonnoAdo ancora più pallido. Ma poi tutti si sono rilassati, e nel bosco sono tornati a cinguettare gli uccellini.
sabato 5 febbraio 2011
Fuori dal nido
Anche se mi sembra incredibile, Super Fagiolo fa già parte di quella schiera di piccoli che all'alba vengono risvegliati dai loro sogni beati per andare nei luoghi di raccolta per cuccioli detti Asilo Nido. Sì, quella schiera di inconsapevoli piccolini che, imbambolati dal sonno, infagottati da essere irriconoscibili, tutte le mattine escono impavidi nel gelo invernale per andare a socializzare con altri esemplari della loro specie, mentre i genitori (più o meno dilaniati dai sensi di colpa) vanno a guadagnarsi il pane.
Il primo giorno, SuperFagiolo ha incontrato al nido una bellissima biondina con gli occhi azzurri che l'ha portato a pensare di essere capitato in un posto niente male. Ha trovato lì anche due maestre con lunghi capelli mori e occhi verdi (incredibile, si assomigliano come sorelle), serene e affettuose come giovani zie.
Il primo giorno ha anche già imparato qualcosa - dalla biondina, un po' più navigata di lui: pernacchie e strilli. E poi?
Il primo giorno, SuperFagiolo ha incontrato al nido una bellissima biondina con gli occhi azzurri che l'ha portato a pensare di essere capitato in un posto niente male. Ha trovato lì anche due maestre con lunghi capelli mori e occhi verdi (incredibile, si assomigliano come sorelle), serene e affettuose come giovani zie.
Il primo giorno ha anche già imparato qualcosa - dalla biondina, un po' più navigata di lui: pernacchie e strilli. E poi?
lunedì 10 gennaio 2011
Buon Anno
Lo so, lo so: è passato un mucchio di tempo e io non ho più scritto una parola. Ma cosa c'è stato in mezzo? Natale. Capodanno. Le famigerate Feste. Eh - direte voi - non sono mica arrivate solo per te. E' giusto, ma ora vi racconto cosa è capitato "nelle Feste" da queste parti. Per iniziare, NonnaBree ha avuto un cedimento fisico che l'ha costretta a letto per giorni e l'ha fatta arrivare a Natale sotto doppia copertura antibiotica. Poi, la vigilia di Natale, Mammotta e NewPapà sono caduti entrambi vittime della micidiale influenza di stagione nella sua versione più coreografica: quella gastrointestinale. Però, da bravi e responsabili genitori, non sono stramazzati prima di aver posto in salvo SuperFagiolo, che è stato messo al sicuro presso i Nonni Cala e Calo prodigiosamente sfuggiti a ogni sorta di virus.
E così il giorno di Natale - il primo Natale con il loro festoso primogenito, con l' alberello Ikea a illuminare a intermittenza la giovane famigliola, con i pacchi colorati da aprire tra l'allegria giocosa delle gatte - Mammotta e NewPapà l'hanno passato da soli, nella loro casetta in cima al vicolo, nel loro lettuccio disfatto, sorseggiando a stento un pò di the.
Così è andata. E capirete che sono vicende da cui ci vuole un pò a riprendersi, perché la psiche umana ha bisogno del suo tempo per elaborare gli episodi avversi. Anche la psiche delle nonne malaticce segregate in casa senza figli né nipotini ad allietare la festa. Ma ce l'abbiamo fatta. E anche questa volta, come sempre, ripartiamo pieni di fiducia verso le avventure di un nuovo anno. Auguri a tutti!
E così il giorno di Natale - il primo Natale con il loro festoso primogenito, con l' alberello Ikea a illuminare a intermittenza la giovane famigliola, con i pacchi colorati da aprire tra l'allegria giocosa delle gatte - Mammotta e NewPapà l'hanno passato da soli, nella loro casetta in cima al vicolo, nel loro lettuccio disfatto, sorseggiando a stento un pò di the.
Così è andata. E capirete che sono vicende da cui ci vuole un pò a riprendersi, perché la psiche umana ha bisogno del suo tempo per elaborare gli episodi avversi. Anche la psiche delle nonne malaticce segregate in casa senza figli né nipotini ad allietare la festa. Ma ce l'abbiamo fatta. E anche questa volta, come sempre, ripartiamo pieni di fiducia verso le avventure di un nuovo anno. Auguri a tutti!
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