martedì 27 dicembre 2011

Troppo Natale

Dice una mia amica, insegnante di scuola materna, che ogni anno, quando arriva da loro il solito volenteroso vestito da Babbo Natale per la distribuzione dei regalini agli alunni, c'è sempre un bambino che si mette a piangere. Babbo Natale non piace proprio a tutti, perché ha troppa barba, troppo cappello, troppa pancia e a volte anche una voce troppo grossa, magari alterata intenzionalmente per non farsi riconoscere.
Anche a casa di SuperFagiolo è arrivato Babbo Natale - suo papà mascherato - e il piccolo ha fatto come quel bambino della statistica scolastica: non ha apprezzato granché. Per fortuna era in braccio a suo zio, che lo ha rassicurato, ma mentre Babbo Natale lo sollevava per la foto ricordo è stato immortalato con una espressione di paura molto vicina al pianto.
Passato il brutto momento, si è trovato a scartare un fantastiliardo di regali che non sapeva più da che parte voltarsi. O meglio, lo sapeva: lo ha subito conquistato un cavallino di plastica lungo dieci centimetri con cui si è messo a giocare ignorando tutto il resto.

lunedì 5 dicembre 2011

L'elefante e il tittà

Tra i prodigi di YouTube c'è anche quello di offrire un assortimento infinito di canzoncine animate per bambini, in tutte le lingue. Da nonna moderna ho puntato sull'inglese (Super Simple Learning, indicato per bambini dai quattro anni in su - ma SuperFagiolo è avanti...)e ho mostrato al baby, seduto sulle mie ginocchia davanti allo schermo del computer, un delizioso cartone animato che ha per soggetto un orologio a pendola, una serie di animaletti e lo scandire delle ore. Faccio una parentesi per dire che mi piace un sacco tenere il bimbo in braccio in quella posizione: sta fermo ma è rilassato, e i suoi riccioli morbidi sono proprio ad altezza baci, così come quel posto incantevole che è l'incavo caldo del suo collino. Dunque, il video è partito e con lui una canzoncina ritmata che imitava il rumore del tittà. Un serpentello saliva sulla pendola e scoccava l'una; lui scendeva ed arrivava uno scoiattolo, ed era la volta delle due, e così via, con animaletti sempre più grandi all'avanzare delle ore. Quando alle sei si è presentato un elefante la voce di fondo ha commentato con un "Ohu, nou" molto british e Superfagiolo si è irrigidito. La bestia è salita a fatica sulla pendola schiacciandola sempre di più sotto il suo peso e quando è arrivata al culmine l'orologio è esploso in mille pezzi. SuperFagiolo anche: è immediatamente esploso in un moto di rabbia e un pianto disperato che è stato difficile calmare. Lasciato il computer per i giochi tradizionali, ha trascorso le due ore successive a ripetere ossessivamente: pante-tittà-pumm(qui, saltello a braccia larghe)-rotto. Ho avvertito Mammotta: suo figlio era stato vittima di un trauma dalla portata imprevedibile. Il mantra si è ripetuto a casa loro, fino al momento di dormire. A distanza di settimane si ripete ogni volta che c'è in ballo un elefante. Ci vorrà una psicoterapia?

venerdì 2 dicembre 2011

In visita

Abbiamo portato SuperFagiolo in visita da una coppia di amici che in questi giorni ospita la nipotina più o meno coetanea del nostro piccolo. Tra i due bimbi non c'è stato nessun colpo di fulmine. Spaesato il maschietto  che si trovava in un ambiente sconosciuto. Timida lei che si vedeva intorno troppi estranei. Comunque SuperFagiolo si è  molto interessato ai tanti giochi, tutti nuovi per lui. Ovviamente la bimba non era molto d'accordo nel far usare le sue cose da quell'intruso, e interveniva calma e spietata a togliergli tutto di mano. SuperFagiolo era molto frustrato, però si è comportato con grande dignità. Tornati a casa, come prima cosa si è  diretto verso la cesta dei suoi giochi, ha preso il primo che gli è capitato a tiro e stringendolo al petto con un misto di rabbia e soddisfazione ha esclamato: "Emmio!".