Ora che sono una famiglia ufficiale, Mammotta e NewPapà hanno deciso di mettere su una casa vera. Basta con il bilocale bohémien in cima al vicolo (vicolo gelato in inverno e scivoloso con ogni pioggia, comunque inarrivabile con il passeggino per gli scalini da fare - ma vah?!); basta alla bella scala interna dove il cucciolo di casa rischiava l'osso del collo enne volte al giorno; basta alla compressione dello spazio come in un buco nero dell'universo prossimo all'implosione.
Così, in quattro e quattr'otto, i due hanno trovato un appartamento più tradizionale, adatto a una famiglia con bambini (sì, al plurale: "Vedi, c'è posto anche per un altro lettino!" - glob) e in pochi giorni hanno spostato baracca e burattini.
Il trasloco è stato il solito massacro di tutti i traslochi. Mammotta ha dichiarato di avere faticato meno a partorire. Ma la nuova casa è in posizione strategica per lavoro, nonni e nido, è piena di luce (naturale) e di colori (messi da loro), è arredata in modo funzionale (Ikea, of course).
SuperFagiolo scorribanda esaltato nel lungo corridoio, si rinchiude le dita in tutte le porte di quelle stanze nuove, e poi dorme esausto non più nella stanza dei genitori, ma (udite, udite) nella sua cameretta, anche questa allegra e colorata. E vai!
domenica 10 luglio 2011
sabato 9 luglio 2011
Confronti
Da quando c'è SuperFagiolo, guardo con tenerezza tutti i bambini che mi capita di incontrare. Cerco di indovinarne l'età, ne valuto lo stadio di evoluzione, mi appassiono per il saltello goffo di uno o per l'occhiata furba di un altro, conto i mesi di distanza tra due fratellini piccolissimi, ipotizzando un simile evento anche nella nostra famiglia (aiuto!).
Credo che succeda a tutti i nonni. Di sicuro a quelli del clan a cui appartengo, una congrega di schizofrenici che si barcamenano tra il rincoglionimento per i nipoti e il desiderio di godersi gli ultimi anni buoni.
Tra di loro, questi nonni si pongono periodicamente la stessa domanda retorica: ma noi, quando eravamo giovani, come abbiamo fatto? Che sottintende sempre la stessa risposta: ci siamo tirati le balle.
Dopo di che, eccoli tutti a compatire i giovani genitori per la durezza della vita lavorativa di oggi, e poi giù a sperticarsi nel decantare le mille meraviglie dei loro speciali nipoti. Chi non si dilunga tanto, come mi sforzo di fare io, è semplicemente uno snob che non vuole cadere nei luoghi comuni. Tanto, in cuor suo, è davvero convinto che suo nipote sia meglio degli altri, ed è solo per delicatezza che non gli fa troppa pubblicità ;-)
Credo che succeda a tutti i nonni. Di sicuro a quelli del clan a cui appartengo, una congrega di schizofrenici che si barcamenano tra il rincoglionimento per i nipoti e il desiderio di godersi gli ultimi anni buoni.
Tra di loro, questi nonni si pongono periodicamente la stessa domanda retorica: ma noi, quando eravamo giovani, come abbiamo fatto? Che sottintende sempre la stessa risposta: ci siamo tirati le balle.
Dopo di che, eccoli tutti a compatire i giovani genitori per la durezza della vita lavorativa di oggi, e poi giù a sperticarsi nel decantare le mille meraviglie dei loro speciali nipoti. Chi non si dilunga tanto, come mi sforzo di fare io, è semplicemente uno snob che non vuole cadere nei luoghi comuni. Tanto, in cuor suo, è davvero convinto che suo nipote sia meglio degli altri, ed è solo per delicatezza che non gli fa troppa pubblicità ;-)
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