Come si sa, SuperFagiolo adora tutti i mezzi di locomozione, auto, aerei, camion, moto, eccetera eccetera. Dopo il successo della prima gita in pullman eravamo rimasti d'accordo per un "ancora", ovvero Nonno Ado ed io avevamo promesso di ripetere l'esperienza. Così, aumentate le temperature e passato il rischio di congelare alla fermata nell'attesa del mezzo, venerdì scorso ci siamo lanciati in una nuova avventura.
Questa volta la meta era il parco giochi di un quartiere di periferia, francamente il meno nobile di questa cittadina. Giardini puliti e molto ben attrezzati, niente da dire. All'inizio neanche un bambino, soltanto, defilati nel loro punto di aggregazione, un gruppetto di adolescenti.
SuperFagiolo si è subito guadagnato sul campo il soprannome di Magellano perché, dopo una rapida ricognizione del luogo, è partito a tappe successive, ma sempre di corsa, all'esplorazione di tutto il territorio circostante: piazza, campo di calcio, sentiero nei campi, eccetera. Nonno Ado dietro, sempre di corsa. Infine, dopo essersi intrattenuto con la palla nella cerchia degli adolescenti, dimostratisi molto più disponibili di quanto temessi, l'esploratore, senza sfracellarsi né fare incontri strani, è tornato alla base, ovvero al parco giochi.
Lì intanto erano arrivati parecchi bambini e c'era molto da guardare: una sorellina che menava il fratellino impertinente, un bambino che rincorreva un altro a calci nel sedere nominandone indecorosamente la madre, un altro che invitava a lanciare pietre, e grosse. Ma anche una fontana da cui bere senza preoccuparsi dell'umidità, diciamo così, e un bellissimo scivolo con in cima una casetta, e un'altalena che Nonno Ado spingeva molto in alto provocando brividi di gioia.
Il pullman preso per il ritorno era di colore blu (biù), di un modello fino ad ora sconosciuto. Grande gita. Ancora.
lunedì 12 marzo 2012
giovedì 8 marzo 2012
Festa della Donna
E' tornato il beltempo. Ai giardini con SuperFagiolo scambio qualche parola con la nonna di L., un bambino con pochi mesi in più del nostro piccoletto. Lei penso abbia pochi anni più di me.
Dopo avermi messo al corrente dei problemi di stitichezza del nipote (fa certe palline dure che se le butti in terra rimbalzano) arriva il momento delle confidenze personali. Prima si confronta con me sul numero di ore di custodia dei bambini (vince ampiamente lei: L. non va al nido e sta dalla nonna dieci ore al giorno, tutti i giorni), poi arriva la classica frase: "Mah... quando ero giovane io mi sono sempre tirata le balle da sola. Ho fatto la mamma, la badante e ora la nonna...".
Mi racconta di avere vissuto per sette anni in Canada con il marito, due bambini piccoli e un lavoro notturno in un ristorante. Dice anche che i soldi guadagnati all'estero si spendono tutti in medicine, nel suo caso per un chiodo in una gamba e una vertebra artificiale. La nonna di L. è una persona semplice che, come tante, non ha avuto sconti dalla vita. Ancora oggi continua a faticare nel microcosmo della sua famiglia, come fanno molte donne con nessuna visibilità sociale e due balle d'acciaio. Chissà cosa ne direbbe il ministro Fornero.
Mi racconta di avere vissuto per sette anni in Canada con il marito, due bambini piccoli e un lavoro notturno in un ristorante. Dice anche che i soldi guadagnati all'estero si spendono tutti in medicine, nel suo caso per un chiodo in una gamba e una vertebra artificiale. La nonna di L. è una persona semplice che, come tante, non ha avuto sconti dalla vita. Ancora oggi continua a faticare nel microcosmo della sua famiglia, come fanno molte donne con nessuna visibilità sociale e due balle d'acciaio. Chissà cosa ne direbbe il ministro Fornero.
Iscriviti a:
Post (Atom)