venerdì 20 aprile 2012

Piove

Piove. E quando piove ci sono le pozzanghere. E SuperFagiolo adora le pozzanghere.
La prima volta che le ha scoperte era così felice che ha voluto sedercisi dentro.
Il gioco è finito lì per inagibilità degli abiti. Grande disappunto del pargolo.
Qualche giorno dopo, tornando sul posto, SuperFagiolo ha cercato subito quelle chiazze d'acqua, ma non c'erano più. Grande inconsolabile delusione.
La seconda volta che ha giocato nelle pozzanghere si è infradiciato piedi-pantaloni-giacca, e anche il viso, fino ai capelli. Il gioco è finito lì per inagibilità degli abiti ma con meno disappunto perché la melma in faccia non gli è piaciuta granché.
La terza volta aveva stivali di gomma straordinariamente impermeabili. Camminava nell'acqua a grandi passi, sollevando le gambe come se fosse nella neve alta. Era di nuovo molto, molto felice e chiamava me e Nonno Ado a condividere, nelle pozzanghere, la sua gioia.
Ci siamo attrezzati anche noi con stivali di gomma.

martedì 10 aprile 2012

Logorrea senile

Molto tempo fa, quando mi preparavo a diventare mamma, avevo letto un articolo che proponeva una piccola sfida: siete capaci di sostenere una conversazione senza citare vostro figlio? Il testo sollecitava una riflessione sul fatto che i propri bambini, così spesso al centro dei pensieri dei genitori, non sono tuttavia il centro dell'universo mondo: i nostri interlocutori possono avere interessi ben diversi dalle vicende di quegli amati pargoli. Partendo da questa premessa l'articolo proseguiva con l'invito esplicito a non tediare il prossimo con le storie dei propri eredi. Il tema mi colpì e, con lo spirito manicheo della mia gioventù, ne feci una questione di principio. Devo dire che per me la parte più difficile è stata quando Mammotta, mia figlia, era piccola. Arrivata l'adolescenza, che lei ha preso in forma acuta, facevo volentieri a meno di citarla.
Ora però il tema mi è tornato alla mente. Noi nonni diventiamo sfacciatamente logorroici sulle vicende dei nostri nipoti. E ci cambia l'espressione del viso, e lo sguardo diventa di una tenerezza struggente. Ah, l'età. Visto che il fenomeno sta assumendo dimensioni importanti (Nonno Ado ed io in testa), a mio avviso la riflessione di cui sopra si impone anche per la nostra categoria. Perciò, un promemoria: diamoci un taglio. Non approfittiamo della pazienza dei nostri interlocutori, troppo adulti ed educati per sbadigliare o per chiederci francamente: "Senti, ma possiamo parlare d'altro?".

giovedì 5 aprile 2012

Nonni attivi

NonnaBree si è iscritta ad una palestra, dove, un paio di volte alla settimana, va a svolgere un pò di attività fisica. Il luogo scelto è adatto alle sue esigenze: comodo da raggiungere, senza problemi di parcheggio, di costo contenuto e, ovviamente, con personale affidabile.
Due mattine alla settimana quindi NonnaBree va in questa palestra dotata di tutte le qualità elencate e di qualche limite: ambienti ridotti, look antico. Anche i frequentatori hanno un che di antico, età media sessanta (certo, di mattina chi vuoi che ci sia) e questo produce un effetto molto rilassante. Nessun giovane corpo scolpito da sbirciare con invidia, ma rotolini di grasso e pancette; nessuna tutina modaiola, ma pantaloni e magliette; nessun gesto potente e atletico, ma lenti movimenti di giunture artritiche.
E poi gli argomenti di conversazione: lì non si parla di fidanzati né si spettegola di amici, ma dell'ultima ricetta sentita in tivù dalla Parodi. Dimenticavo: come in tutte le palestre che si rispettino, c'è musica a buon volume per dare dinamicità agli esercizi. L'emittente è Radio Nostalgia.