domenica 10 ottobre 2010
Tutti a casa
Mammotta e NewPapà abitano in cima a un vicolo molto ripido della città vecchia. Il loro nido, un bilocale in stile bohémien che si sviluppa su due piani, è pieno di colori e di foto che testimoniano la storia d'amore dei due. L'appartamento è stato predisposto alla venuta di SuperFagiolo con un misto di razionalità Ikea e incoscienza giovanile. Quando Mammotta e il piccolo sono arrivati dall'ospedale, la casa ospitava come meglio poteva anche cinque mazzi di fiori infilati nei contenitori più disparati (l'unico vero vaso era quello portato via inavvertitamente dal reparto maternità), sette piante di orchidee bianche, una pianta di ortensia azzurra, nove paia di scarpine da tennis numero dal dodici al quattordici, cinque paia di jeans taglia tre mesi e una quantità non contabilizzabile di altri regali. Più, naturalmente, le due gatte di famiglia. Per SuperFagiolo è stato come trovarsi di nuovo nell'utero materno: piccolo, caldo, accogliente. Per NonnaBree il rude impatto con il proprio ruolo da anziana è stato quando, con il neonato in braccio (com'è che si tengono i bambini, che non mi ricordo più?), ha sceso per la prima volta la scala di legno che collega i due piani. Panicata come se attraversasse un ponte di liane con sotto i coccodrilli. E per di più, al piano di sotto nell'occasione c'era la mitica ostetrica Maga Magò, in visita di controllo, che di sicuro valutava con occhio clinico le mie abilità nonnesche. Ma se mi fossi tirata indietro, cosa avrebbe pensato di me? Lei avrà capito al volo che non tenevo in braccio un neonato da una vita. Però ce l'ho fatta, da nonna di carattere. E SuperFagiolo gentilmente non ha pianto neanche un pò.
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