lunedì 5 dicembre 2011
L'elefante e il tittà
Tra i prodigi di YouTube c'è anche quello di offrire un assortimento infinito di canzoncine animate per bambini, in tutte le lingue. Da nonna moderna ho puntato sull'inglese (Super Simple Learning, indicato per bambini dai quattro anni in su - ma SuperFagiolo è avanti...)e ho mostrato al baby, seduto sulle mie ginocchia davanti allo schermo del computer, un delizioso cartone animato che ha per soggetto un orologio a pendola, una serie di animaletti e lo scandire delle ore. Faccio una parentesi per dire che mi piace un sacco tenere il bimbo in braccio in quella posizione: sta fermo ma è rilassato, e i suoi riccioli morbidi sono proprio ad altezza baci, così come quel posto incantevole che è l'incavo caldo del suo collino. Dunque, il video è partito e con lui una canzoncina ritmata che imitava il rumore del tittà. Un serpentello saliva sulla pendola e scoccava l'una; lui scendeva ed arrivava uno scoiattolo, ed era la volta delle due, e così via, con animaletti sempre più grandi all'avanzare delle ore. Quando alle sei si è presentato un elefante la voce di fondo ha commentato con un "Ohu, nou" molto british e Superfagiolo si è irrigidito. La bestia è salita a fatica sulla pendola schiacciandola sempre di più sotto il suo peso e quando è arrivata al culmine l'orologio è esploso in mille pezzi. SuperFagiolo anche: è immediatamente esploso in un moto di rabbia e un pianto disperato che è stato difficile calmare. Lasciato il computer per i giochi tradizionali, ha trascorso le due ore successive a ripetere ossessivamente: pante-tittà-pumm(qui, saltello a braccia larghe)-rotto. Ho avvertito Mammotta: suo figlio era stato vittima di un trauma dalla portata imprevedibile. Il mantra si è ripetuto a casa loro, fino al momento di dormire. A distanza di settimane si ripete ogni volta che c'è in ballo un elefante. Ci vorrà una psicoterapia?
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