E' tornato il beltempo. Ai giardini con SuperFagiolo scambio qualche parola con la nonna di L., un bambino con pochi mesi in più del nostro piccoletto. Lei penso abbia pochi anni più di me.
Dopo avermi messo al corrente dei problemi di stitichezza del nipote (fa certe palline dure che se le butti in terra rimbalzano) arriva il momento delle confidenze personali. Prima si confronta con me sul numero di ore di custodia dei bambini (vince ampiamente lei: L. non va al nido e sta dalla nonna dieci ore al giorno, tutti i giorni), poi arriva la classica frase: "Mah... quando ero giovane io mi sono sempre tirata le balle da sola. Ho fatto la mamma, la badante e ora la nonna...".
Mi racconta di avere vissuto per sette anni in Canada con il marito, due bambini piccoli e un lavoro notturno in un ristorante. Dice anche che i soldi guadagnati all'estero si spendono tutti in medicine, nel suo caso per un chiodo in una gamba e una vertebra artificiale. La nonna di L. è una persona semplice che, come tante, non ha avuto sconti dalla vita. Ancora oggi continua a faticare nel microcosmo della sua famiglia, come fanno molte donne con nessuna visibilità sociale e due balle d'acciaio. Chissà cosa ne direbbe il ministro Fornero.
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